Letture Settimanali
settimana del 6 aprile 2008

Archivio - Preleva questo documento in formato .pdf (Acrobat Reader)

'Punto di crescita'

Un estratto da John Main OSB,“Punto di crescita,” IL CUORE DELLA CREAZIONE,
(Roma, Edizioni Appunti di Viaggio, 2006), p. 180-183

Dio è il respiro della vita. Dio è presenza, ed Egli è presente in profondità all’interno del nostro essere, nei nostri cuori. Solo se perseveriamo scopriamo che nella potenza del suo Spirito ciascuno di noi viene rigenerato, rinnovato, ricreato, cosicché diventiamo una creazione nuova in Lui. “Ho effuso il mio Spirito su questo popolo”, ha detto Ezechiele. E lo Spirito è la presenza della potenza, la potenza dell’amore. La meditazione c’insegna che è questa la sapienza fondamentale sulla quale edificare la vita e la vera religione. Ciò che scopriamo è che possiamo vivere pienamente la nostra vita solo se siamo sempre aperti a questa misteriosa presenza dello Spirito, e sempre aperti a questa presenza in modo più profondo. Ecco il pellegrinaggio che intraprendiamo ogni volta che ci sediamo a meditare. Apriamo in modo più permanente le nostre menti, i nostri cuori, la nostra coscienza alla realtà ultima che è, che è ora, che è qui.

Qual è la base del mistero cristiano? Sicuramente questa: che l’oltre è in mezzo a noi, che l’assoluta realtà è qui e ora. La fede cristiana ci insegna che, essendo aperti al mistero di questa realtà, noi siamo portati fuori da noi stessi, oltre noi stessi, nell’assoluto mistero che è Dio. Dio è il modo in cui trascendiamo l’io. Trascendiamo tutte le limitazioni attraverso la semplice apertura al Tutto che è ora. Il grande risveglio al mistero è il Regno dei cieli, e il Regno dei cieli è adesso. È stabilito da Gesù e proclamato dalle sue parole: “Il Regno dei cieli è presso di voi. Convertitevi e credete al vangelo”. Convertirsi vuol dire semplicemente volgersi nella direzione di Dio. Convertirsi è volgersi non tanto lontano da noi stessi (perché ciò ci mantiene ancora legati al nostro centro), ma al di là di noi stessi. Il che non significa rifiutare noi stessi, ma trovare il nostro miracoloso potenziale allorché accediamo alla piena armonia con Dio. Questa consapevolezza del proprio potenziale è la base positiva della cristianità e dunque, per un cristiano, l’interesse centrale non è rivolto all’io, e nemmeno al peccato. La realtà centrale è Dio e amore e, quanto a noi, la crescita nell’amore di Dio. […]

Il Regno è stabilito. La fede e l’obbedienza c’insegnano a prenderne coscienza. Ricordate gli aspetti pratici del lavoro di presa di coscienza. Imparate ad essere silenziosi e ad amare il silenzio. Quando meditiamo, non cerchiamo messaggi o segni o fenomeni. Ciascuno di noi deve imparare ad essere umile, paziente e fedele. La disciplina c’insegna a stare immobili, e attraverso l’immobilità impariamo a svuotare il nostro cuore di tutto ciò che non sia Dio, perché Egli ha bisogno di tutto lo spazio che il nostro cuore ha da offrire. Questo vuoto è la purezza del cuore che sviluppiamo dicendo il nostro mantra con assoluta fedeltà. Il mistero è assoluta verità, assoluto amore, e così anche la nostra risposta dev’essere assoluta. Noi rispondiamo assolutamente diventando semplici.

Medita per trenta minuti. Ricorda: siediti. Resta seduto con la schiena eretta: chiudi gli occhi delicatamente. Resta rilassato ma vigile. In silenzio, interiormente, comincia a pronunciare una sola parola. Noi suggeriamo il mantra 'Maranatha'. Recitalo scandendo le quattro sillabe di eguale lunghezza. Ascoltale mentre le pronunci, gentilmente ma continuamente. Non devi pensare o immaginare nulla di spirituale o altro. I pensieri e le immagini si proporranno ma tu limitati a lasciarli passare. Mantieni la tua attenzione al mantra con fedeltà, umiltà e semplicità, dall'inizio alla fine della tua meditazione.

Dopo la meditazione

Una selezione Dionigi L’Areopagita, Mystical Theology I, 1 -
 a cura di Olivier Clement, THE ROOTS OF CHRISTIAN MYSTICISM (London: New City, 1995), p. 247

Perché è nel Silenzio che impariamo i segreti dell’Oscurità… [che] riempie di una luminosità più bella della bellezza le menti che sanno come chiudere i loro occhi.