Letture
Settimanali Archivio - Preleva questo documento in formato .pdf (Acrobat Reader) 'La meditazione' Un estratto da Laurence Freeman OSB, GESU' IL MAESTRO INTERIORE (Ed. Dehoniane, Bologna - 2004), p. 263-264
"Perciò vi dico: nella vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?" (Mt. 6,25) Gesù, quando ci esorta a non preoccuparci, non intende negare la realtà dei problemi quotidiani. Ci invita ad abbandonare l'ansietà, non la realtà. E' faticoso imparare a non preoccuparsi... Così, perfino la mente moderna, nonostante la sua "malattia per carenza di attenzione", possiede la capacità naturale di stare tranquilla e superare le proprie fissazioni. Nella profondità scopre la propria chiarezza, dove è in pace, libera dall’ansia. Molti di noi hanno circa una mezza dozzina di ansietà preferite,simili a zuccheri amari che succhiamo in continuazione. Saremmo spaventati, se ne restassimo privi. Gesù ci sfida a superare la paura di perdere l’ansietà, la paura che abbiamo della stessa pace. La pratica della meditazione è un modo per applicare il suo insegnamento sulla preghiera; dimostra, attraverso l’esperienza, che la mente umana può veramente decidere di non preoccuparsi. Ciò non significa che possiamo fare il vuoto nella nostra mente e allontanare tutti i pensieri a piacimento. Nella meditazione noi rimaniamo distratti e tuttavia liberi dalla distrazione. Questo avviene perché - anche se all'inizio in minima parte - siamo liberi di scegliere dove concentrare la nostra attenzione. A poco a poco, la disciplina della pratica quotidiana rafforza questa libertà. Sarebbe puerile pensare che questo scopo si possa raggiungere pienamente in breve tempo. Rimarremo distratti a lungo. Ci abitueremo presto alle distrazioni, considerandole compagni di viaggio nel cammino della meditazione. Esse, però, non devono avere il sopravvento. Se decidiamo di ripetere il mantra fedelmente e di ritornarvi con tenacia ogni volta che ci capita di distrarci, esercitiamo la volontà di "fare attenzione". Non è una scelta nel senso in cui scegliamo la marca particolare di un prodotto dallo scaffale di un supermercato. E' la scelta di impegnarsi. Il cammino del mantra è un atto di fede, non un movimento del potere dell’ego. All'interno di ogni atto di fede c’è una dichiarazione d’amore. La fede prepara il terreno affinchè il seme del mantra germogli nell'amore. Noi non creiamo da soli il miracolo della vita e della crescita, ma siamo responsabili del suo sviluppo. Per raggiungere la pace della mente e del cuore – il silenzio, la quiete e la semplicità – non si richiede la volontà di un professionista di alto livello, ma l’attenzione incondizionata e sostenuta e la fedeltà di un discepolo. Medita per trenta minuti. Ricorda: siediti. Resta seduto con la schiena eretta: chiudi gli occhi delicatamente. Resta rilassato ma vigile. In silenzio, interiormente, comincia a pronunciare una sola parola. Noi suggeriamo il mantra 'Maranatha'. Recitalo scandendo le quattro sillabe di eguale lunghezza. Ascoltale mentre le pronunci, gentilmente ma continuamente. Non devi pensare o immaginare nulla di spirituale o altro. I pensieri e le immagini si proporranno ma tu limitati a lasciarli passare. Mantieni la tua attenzione al mantra con fedeltà, umiltà e semplicità, dall'inizio alla fine della tua meditazione. Dopo la meditazione Una selezione da Eckhart Tolle, A NEW EARTH (New York: Penguin (Plume), 2006), p. 201-2, 210 La decisione di far sì che il momento presente diventi tuo amico rappresenta la fine dell’ego. L’ego non può mai essere in linea con esso : la sua stessa natura lo spinge ad ignorare, resistere o sminuire il momento presente. Il tempo è l’elemento essenziale dell’ego. Più forte è l’ego, più tempo esso toglierà alla tua vita. Quasi ogni tuo pensiero, in questa condizione, è riconducibile al passato o al futuro; il tuo senso del “sé” dipende dal passato per quanto riguarda la tua identità e dal futuro per quanto riguarda il suo appagamento. Paura, ansia, aspettative, dispiaceri, senso di colpa, rabbia sono le disfunzioni di uno stato di consapevolezza legato al “tempo”…. Quando vivi nel presente, quando cioè la tua attenzione è completamente nel momento presente, essa scorrerà e trasformerà tutto ciò che farai. In esso troverai qualità e potere. Tu sei presente quando ciò che stai facendo non rappresenta un mezzo per raggiungere un certo fine (denaro, prestigio o traguardo personale) ma il fine in sé stesso, quando c’è gioia e vivacità in ciò che fai. E, naturalmente, non puoi essere presente finché non farai amicizia con il “momento presente”. Tutto ciò è base per un’azione efficace, incontaminata dalla negatività. |