Letture
Settimanali Archivio - Preleva questo documento in formato .pdf (Acrobat Reader) 'Oltre la memoria' Un estratto da John Main OSB,IL CRISTO PRESENTE - THE PRESENT CHRIST (NewYork: Crossroad, 1991), p. 105-107 La
nostra meditazione è sempre… un altro passo verso l’eterno
“presente” di Dio. Quando meditiamo noi intraprendiamo un
passo ulteriore verso la vita divina che rallegra e conduce a pienezza
chiunque si apra a lei, facendo compiere il passo di allontanarsi dal
proprio “sé”. Il paradosso che noi scopriamo nel corso
di questo cammino, giorno dopo giorno, si innalza dal paradosso divino…
Una vita interamente presente, senza fantasticherie o sogni ad occhi aperti,
dove tutto è realizzato e completo, e in costante espansione verso
la trascendenza. Il paradosso divino è l’amore. Ma come tutte
le crescite, questo passaggio all’interno dell’esperienza
divinizzante del momento attuale implica sofferenza. E’ la sofferenza
della crescita. Essa nasce dalla necessità di lasciare dietro di
noi ogni precedente stato di sviluppo, tutto ciò che noi siamo
stati, a favore di ciò che siamo chiamati a diventare…
La meditazione è una breccia ininterrotta nel presente di Dio. Possiamo cominciare a comprendere il mistero di questo processo di crescita solo se lo vediamo nella prospettiva della nostra intera vita. La persona che medita è la persona che noi siamo – la persona che noi diventiamo dalla nascita alla morte: la persona completa. Non l’immagine isolata del proprio sé con la quale generalmente ci identifichiamo mentre passiamo da una fase all’altra della vita. La nostra crescita attraverso e dentro la meditazione non si limita ad esperienze isolate. Ecco perché è controproducente preoccuparsi per le esperienze che si vivono giorno dopo giorno. La crescita spirituale è sempre una crescita nell’unione e cioè crescita al di fuori dell’auto consapevolezza. Se riusciamo a concretizzare questo principio essenziale di realtà nella nostra fedeltà quotidiana alla meditazione, ci troviamo nella felice posizione di colui che gode della fiducia umile seppur assoluta di San Paolo che, “provvisto dello Spirito, può giudicare il valore di qualsiasi cosa”. Radicati in questo pellegrinaggio, sappiamo se qualcosa favorisce o ritarda la crescita verso la completezza in Cristo. E tutto questo ci fa pensare di più o di meno a noi stessi ? E’ questa la pietra di paragone cristiana. Medita per trenta minuti. Ricorda: siediti. Resta seduto con la schiena eretta: chiudi gli occhi delicatamente. Resta rilassato ma vigile. In silenzio, interiormente, comincia a pronunciare una sola parola. Noi suggeriamo il mantra 'Maranatha'. Recitalo scandendo le quattro sillabe di eguale lunghezza. Ascoltale mentre le pronunci, gentilmente ma continuamente. Non devi pensare o immaginare nulla di spirituale o altro. I pensieri e le immagini si proporranno ma tu limitati a lasciarli passare. Mantieni la tua attenzione al mantra con fedeltà, umiltà e semplicità, dall'inizio alla fine della tua meditazione. Dopo la meditazione da Bede Griffiths OSB, THE NEW CREATION IN CHRIST: MEDITATION AND COMMUNITY (London: DLT, 1992), p. 46, 47, 48, 49, 50 L’amore ci conduce alla presenza di Cristo che porta su sé stesso le ferite dell’umanità. La meditazione lungi dal farci chiudere in noi stessi, ci apre – come dice Padre John – ad una “infinita espansione dello spirito”… Padre John insiste nel dire che la nostra meditazione ci deve condurre alla contemplazione del mistero Cristiano in tutta la sua profondità. Ciò deve essere espresso attraverso la compassione nelle nostre vite. Così facendo noi superiamo la dualità della mente cosciente che ci separa da Dio e dagli altri e ci rendiamo conto che questa dualità è stata superata in Cristo… L’essere umano originale fu creato per essere unito nel corpo, nell’anima e nello spirito ed essere quindi aperto in Dio. La caduta dell’umanità è la caduta dallo spirito nell’ego, l’io separato. Invece di un essere un movimento, una continua apertura verso Dio nello spirito, noi cadiamo nel nostro ego e ci chiudiamo per paura e per i conflitti con gli altri… Ma oltre questo dualismo della mente c’è l’unità dello spirito… E’ solo attraverso la meditazione che noi andiamo oltre il dualismo della mente. Siamo chiamati a recuperare l’unità oltre il dualismo come nostro diritto di nascita, e solo questo può rispondere alle profonde esigenze del mondo di oggi. |