Letture
Settimanali Archivio - Preleva questo documento in formato .pdf (Acrobat Reader) 'Punto di crescita' Un
estratto da John Main OSB, IL CUORE DELLA CREAZIONE, (Appunti di Viaggio,
Roma - 2006), Dio
è il respiro della vita. Dio è presenza, ed Egli è
presente in profondità all'interno del nostro esssere, nei nostri
cuori. Solo se perseveriamo scopriamo che nella potenza del Suo Spirito
ciascuno di noi viene rigenerato, rinnovato, ricreato cosicché
diventiamo una creazione nuovain Lui. "Ho effuso il mio Spirito su
questo popolo", ha detto il profeta Ezechiele. E lo Spirito è
la presenza della potenza, la potenza dell’amore. La meditazione
ci insegna che è questa la sapienza fondamentale sulla quale edificare
la vita e la vera religione...
Qual'è la base del mistero cristiano? Sicuramente questa: che l’oltre è in mezzo a noi, che l'assoluta realtà è qui e ora. La fede cristiana insegna che, essendo aperti al mistero di questa realtà, noi siamo portati fuori da noi stessi, oltre noi stessi, nell'assoluto mistero che è Dio. Dio è il modo in cui trascendiamo l'io. Trascendiamo tutte le limitazioni attraverso la semplice apertura al Tutto che è ora. Il grande risveglio al mistero è il Regno dei Cieli, e il Regno dei Cieli è adesso. E’ stabilito da Gesù e proclamato dalle sue parole "il Regno dei Cieli è presso di voi. Convertitevi e credete al Vangelo". Convertirsi vuol dire semplicemente volgersi nella direzione di Dio. Convertirsi è volgersi non tanto lontano da noi stessi [...] ma al di là di noi stessi. Il che non significa rifiutare noi stessi, ma trovare il nostro miracoloso potenziale allorché accediamo alla piena armonia con Dio. Questa consapevolezza del proprio potenziale è la base positiva della cristianità e dunque, per un cristiano, l'interesse centrale non è rivolto all'io, e nemmeno al peccato. La realtà centrale è Dio e amore e, quanto a noi, la crescita nell’amore di Dio... Il Regno è stabilito. La fede e l’obbedienza ci insegnano a prenderne coscienza. Ricordate gli aspetti pratici del lavoro di presa di coscienza. Imparate ad essere silenziosi e ad amare il silenzio. Quando meditiamo, non cerchiamo messaggi o segni o fenomeni. Ciascuno di noi deve imparare ad essere umile, paziente e fedele. La disciplina ci insegna a stare immobili, e attraverso l'immobilità impariamo a svuotare il nostro cuore di tutto ciò che non sia Dio, perché Egli ha bisogno di tutto lo spazio che il nostro cuore ha da offrire. Questo vuoto è la purezza del cuore che sviluppiamo dicendo il nostro mantra con fedeltà assoluta. Il mistero è assoluta verità, assoluto amore e così anche la nostra risposta deve essere assoluta. Noi rispondiamo assolutamente col diventare semplici. Medita per trenta minuti. Ricorda: siediti. Resta seduto con la schiena eretta: chiudi gli occhi delicatamente. Resta rilassato ma vigile. In silenzio, interiormente, comincia a pronunciare una sola parola. Noi suggeriamo il mantra 'Maranatha'. Recitalo scandendo le quattro sillabe di eguale lunghezza. Ascoltale mentre le pronunci, gentilmente ma continuamente. Non devi pensare o immaginare nulla di spirituale o altro. I pensieri e le immagini si proporranno ma tu limitati a lasciarli passare. Mantieni la tua attenzione al mantra con fedeltà, umiltà e semplicità, dall'inizio alla fine della tua meditazione. Dopo la meditazione Un brano da Dionigi l'Areopagita, Teologia Mistica I, 1, citato in Olivier Clement, THE ROOTS OF CHRISTIAN MYSTICISM (London: New City, 1995), p. 247 E’ nel Silenzio che noi impariamo I segreti dell’Oscurità... (che) riempie di una luminosità più bella della bellezza stessa le menti che sanno come chiudere i propri occhi. |