Letture
Settimanali Archivio - Preleva questo documento in formato .pdf (Acrobat Reader) 'Preghiera come incontro: Cristiani e Mussulmani insieme' Un estratto da Laurence Freeman OSB: Tablet settembre 2006
Il modo in cui si prega è il modo in cui si vive. Viviamo nel potere della trascendenza se preghiamo in profondità. Non solo salat e liturgia, ma contemplazione. L’intero scopo di questa vita, diceva S. Agostino, è aprire l’occhio del cuore con il quale vediamo Dio. La trascendenza ci rende più umani perché esaudisce questo progetto umano. I mezzi ce li insegna la religione, se non si pone erroneamente come fine, e i mezzi sono l’attesa, la pazienza, la calma e il silenzio - particolarmente importante in un’epoca di comunicazione istantanea. S. Benedetto dice che lo spirito del silenzio è così importante che il permesso di parlare dovrebbe essere concesso raramente anche ai buoni discepoli perché “nel molto parlare non si sfugge al peccato”. Il Razionalismo, il logos linguistico, è una metà della via della pace- come illustra in modo eloquente Papa Benedetto. S. Benedetto comunque, enfatizza l’altra metà che è la trascendenza alla presenza del mistero che parla nel silenzio. Abbiamo pregato secondo lo salat e recitato preghiere cristiane. Ma siamo anche rimasti in silenzio per la meditazione – noi la chiamiamo preghiera del cuore e loro la chiamano Dhkir. Riduce molte parole ad una sola, in una ricca povertà di spirito. In questo silenzio abbiamo toccato un’universalità che le parole solitamente sanno solo indicare. Non è stata una fuga dalla realtà ma un abbraccio alla realtà divina che entrambi conosciamo come Amore. I rapporti vengono cambiati da questa esperienza di silenzio e trascendenza, in modi che le parole non riescono ad ottenere. Viviamo assieme in un modo nuovo quando assieme abbiamo pazientato nel silenzio dell’amore. Medita per trenta minuti. Ricorda: siediti. Resta seduto con la schiena eretta: chiudi gli occhi delicatamente. Resta rilassato ma vigile. In silenzio, interiormente, comincia a pronunciare una sola parola. Noi suggeriamo il mantra 'Maranatha'. Recitalo scandendo le quattro sillabe di eguale lunghezza. Ascoltale mentre le pronunci, gentilmente ma continuamente. Non devi pensare o immaginare nulla di spirituale o altro. I pensieri e le immagini si proporranno ma tu limitati a lasciarli passare. Mantieni la tua attenzione al mantra con fedeltà, umiltà e semplicità, dall'inizio alla fine della tua meditazione. Dopo la meditazione Una selezione da Rumi, “Heart-Knowing and the Jasmine Scent of Feeling Near to God,” THE SOUL OF RUMI: A NEW COLLECTION OF ECSTATIC POEMS, tr. Coleman Barks (New York: HarperCollins, 2001), p. 324 I sufi la chiamano "conoscenza con il cuore" |