Letture Settimanali
settimana del 1 gennaio 2006

Archivio - Preleva questo documento in formato .pdf (Acrobat Reader)

'Gli oceani di Dio'

Un estratto da John Main OSB, "Gli oceani di Dio" (Dicembre 1982), THE PRESENT CHRIST (New York: Crossroad, 1991), p. 111-112, 116-117

La nostra vita è unità centrata nel mistero di Dio. Per conoscere questa unità dobbiamo imparare a vedere oltre noi stessi, con una prospettiva più ampia di quella con la quale viviamo abitualmente, guardando solo ai nostri interessi che rappresentano la nostra preoccupazione principale. Soltanto quando cominciamo a staccarci dall’ egoismo che ci caratterizza questa prospettiva più ampia inizia a manifestarsi. Un sintomo per essere certi che la nostra visione si sta espandendo è che riusciamo a vedere oltre le semplici apparenze, afferrando il profondo significato delle cose, non solo in relazione a noi stessi ma a tutto ciò di cui siamo parte.

Questa è la strada che conduce alla vera conoscenza e la vera conoscenza è vera umiltà. La meditazione ci offre questa preziosa forma di conoscenza,che diventa saggezza. Iniziamo a comprendere il mondo non più attraverso l’analisi e le definizioni ma attraverso la partecipazione alla vita e allo spirito di Cristo…

La grande difficoltà sta nel cominciare, compiere il primo passo, lanciarsi nell’abisso della realtà di Dio, come rivelato da Cristo. Una volta abbandonata la “secca” del nostro sé, seguiamo la corrente della Realtà che ci mostra la direzione e ci dà forza. Maggiore sarà la nostra pazienza e la nostra attenzione, maggiore sarà la sensibilità con la quale risponderemo a questo flusso. E la nostra fede nel cammino, diverrà assoluta e realmente spirituale. Vivendo la quiete dello spirito ci muoviamo verso Dio. Se abbiamo il coraggio di allontanarci dalla risacca del sé, troveremo certamente questa direzione e l’ energia necessaria per seguirla. Più ci allontaniamo da noi stessi, più forte diverrà la corrente, e più profonda sarà la nostra fede. Può accadere che per un istante la profondità della nostra fede venga sfidata dal fatto che si vede l’orizzonte -al quale aneliamo- allontanarsi sempre di più. Dove stiamo realmente andando? Ma, gradualmente, impareremo a riconoscere il senso della corrente che ci sta guidando e a vedere che l’oceano è infinito.

Abbandonare la spiaggia rappresenta la prima grande sfida. Anche se in seguito le sfide potrebbero diventare maggiori, noi abbiamo la certezza di ricevere tutto ciò di cui abbiamo bisogno per poterle affrontare. Tutto comincia col pronunciare il mantra. Pronunciare il mantra è ripartire sempre dall’inizio, concedersi di ritornare al primo passo. Con il tempo impariamo che esiste soltanto questo passo tra noi e Dio… e Cristo lo ha tenuto in se stesso. Egli stesso era ed è il passo… L’unico modo per conoscere Cristo è entrare nel suo mistero personale, lasciandoci alle spalle le idee e le parole. Lasciamole dietro di noi per poter entrare nel silenzio della piena conoscenza e dell’amore verso il quale la meditazione conduce ciascuno.

Medita per trenta minuti. Ricorda: siediti. Resta seduto con la schiena eretta: chiudi gli occhi delicatamente. Resta rilassato ma vigile. In silenzio, interiormente, comincia a pronunciare una sola parola. Noi suggeriamo il mantra 'Maranatha'. Recitalo scandendo le quattro sillabe di eguale lunghezza. Ascoltale mentre le pronunci, gentilmente ma continuamente. Non devi pensare o immaginare nulla di spirituale o altro. I pensieri e le immagini si proporranno ma tu limitati a lasciarli passare. Mantieni la tua attenzione al mantra con fedeltà, umiltà e semplicità, dall'inizio alla fine della tua meditazione.

Dopo la meditazione

un estratto da Theodore Roethke, “The Far Field,” COLLECTED POEMS (New York: Doubleday, 1961), p. 200

Ho imparato a non temere l’infinito,
I campi lontani, le ventose scogliere di sempre,
Il morire del tempo nella bianca luce del domani,
La ruota che gira lontana da sé stessa,
Il movimento scomposto dell’onda
L’acqua che s’avvicina.