Letture Settimanali
settimana del 18 maggio2008

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'Impegno nella semplicità'

Un estratto da John Main OSB, “Commitment to Simplicity,” MOMENT OF CHRIST (New York: Continuum, 1998), p. 26-27

Avete sentito dire che la meditazione è “la via alla realtà”. È innanzitutto la via alla realtà del nostro essere. Attraverso la meditazione, impariamo a essere. Non a essere un ruolo particolare o una cosa particolare, ma semplicemente a essere. Il modo migliore per descrivere questo essere è dire che siamo in uno stato di completa semplicità. Non tentiamo di recitare. Non tentiamo di scusarci per chi siamo e come siamo. Siamo, semplicemente, vivendo dalle profondità del nostro essere, sicuri e sostenuti nel nostro radicamento nella realtà. Questo è un ideale insolito per la maggior parte di noi perché siamo addestrati a pensare che troviamo la verità solo nella complessità. Eppure tutti sappiamo a un livello più profondo… che la verità può essere trovata solo nella completa semplicità, nell’apertura. Il ricordo dell’acutezza di visione nella nostra infanzia dovrebbe insegnarci questo. Quello di cui tutti abbiamo bisogno è il senso di meraviglia del bambino, la semplice disposizione infantile all’adorazione di fronte alla magnificenza della creazione.

La semplicità non è necessariamente facile. Una delle difficoltà per le persone che vogliono imparare la meditazione è proprio questo. Chiedono, “Che cosa si deve fare per meditare?” Quando gli viene risposto che devono sedere immobili e devono imparare a recitare una solo parola o una breve frase, spesso si scandalizzano. Ci sono state delle persone che mi hanno detto, “Beh, ho una laurea in Fisica o in Religioni Comparate. Questo andrà bene per persone comuni, ma per me ci deve essere qualcosa di un po’ più impegnativo.” Ma quella è l’essenza della meditazione, imparare a essere silenti, imparare a stare fermi e imparare che la rivelazione arriva penetrando alla radice delle cose, alla radice silenziosa.

La meditazione è una via per aprirsi un varco dal mondo dell’illusione alla pura luce della realtà. L’esperienza della meditazione è quella di divenire ancorato nella Verità, nella Via e nella Vita. Nella visione cristiana quell’àncora è Gesù. Egli ci rivela che Dio è il fondamento del nostro essere, che nessuno di noi ha alcuna esistenza fuori di lui… la grande illusione nella quale la maggior parte di noi cade è che siamo al centro del mondo e che tutto e tutti girano intorno a noi…

Ma nella meditazione impariamo che non è vero. La verità è che Dio è al centro e ciascuno di noi ha esistenza dal Suo dono, dalla Sua potenza e dal Suo amore. […]

La meditazione è la grande via alla liberazione. Siamo liberati dal passato… e diveniamo aperti alla nostra vita nel momento presente… impariamo che siamo perché Dio è, [e che] il semplice essere è il nostro dono più grande.

Medita per trenta minuti. Ricorda: siediti. Resta seduto con la schiena eretta: chiudi gli occhi delicatamente. Resta rilassato ma vigile. In silenzio, interiormente, comincia a pronunciare una sola parola. Noi suggeriamo il mantra 'Maranatha'. Recitalo scandendo le quattro sillabe di eguale lunghezza. Ascoltale mentre le pronunci, gentilmente ma continuamente. Non devi pensare o immaginare nulla di spirituale o altro. I pensieri e le immagini si proporranno ma tu limitati a lasciarli passare. Mantieni la tua attenzione al mantra con fedeltà, umiltà e semplicità, dall'inizio alla fine della tua meditazione.

Dopo la meditazione

Una selezione da Wallace Stevens, “First Warmth,” COLLECTED POETRY AND PROSE (New York: Library of America, 1997), p. 597

Primo calore

Mi chiedo, ho vissuto la vita di uno scheletro?
Come un inquirente della realtà,

Un campagnolo di tutte le ossa nel mondo?
Ora, qui, il calore che avevo dimenticato diventa

Parte della realtà grande, parte di
Un apprezzamento di una realtà;

E quindi una elevazione, come se avessi vissuto
Con qualcosa che non potevo toccare, toccare in alcun modo.