Letture Settimanali
settimana del 18 febbraio 2007

Archivio - Preleva questo documento in formato .pdf (Acrobat Reader)

'Amore'

Un estratto da Laurence Freeman OSB, ASPETTI DELL'AMORE: In ritiro con Laurence Freeman - ASPECTS OF LOVE: On Retreat with Laurence Freeman (London: Medio Media/Arthur James, 1997), pp. 84-86

L’amore viene da Dio, dice San Giovanni. Chi ama è figlio di Dio. Questa esperienza di amare Dio è radicata nella nostra capacità di essere amati, che è la grande qualità di un figlio. Un figlio vuole essere amato. È la cosa più naturale e forse è l'unica cosa che un figlio desidera col suo intero essere. [...] È quella capacità infantile di essere amati, ovvero la nostra identità più profonda e più vera di figli di Dio, che recuperiamo attraverso la meditazione. È questa consapevolezza di essere figli di Dio, nel desiderio di essere amati e nell’accettare di avere bisogno di essere amati, che ci guarisce. È questa conoscenza del nostro sé che ci guarisce e guarisce la persona intera, inclusa la realtà psicologica che noi abbiamo in quanto figli dei nostri genitori, mariti o mogli, fratelli e sorelle. Questa realtà psicologica a cui noi dedichiamo la maggior parte dei nostri pensieri e del nostro tempo e per la quale lottiamo, è un parte importante di noi, ma non è la persona nella sua pienezza. C'è una distinzione basilare tra il percorso dello spirito ed il percorso della psicologia. La nostra identità più profonda è la nostra identità di figli di Dio ed è attraverso la scoperta e la conoscenza di questo, che facciamo fluire da dentro i poteri cosmici di guarigione e rinnovamento.

San Giovanni dice che Dio non è mai stato visto. In altre parole, Dio non può mai essere un oggetto al di fuori di noi. [...] E’ necessario per noi raggiungere quel livello del nostro essere - il cuore, lo spirito - dove non c'è nulla fuori di noi, dove capiamo di essere in relazione, in comunione, dentro alla danza dell’essere, insieme a tutto ciò che esiste, in Dio. Ognuno di noi è chiamato a questo e ne è capace. Ecco perché nella nostra meditazione noi rinunciamo a tutte le idee o immagini di Dio come [...] qualche “cosa” al di fuori di noi stessi. Dio non è stato mai visto ma dimora in noi nel momento in cui noi ci amiamo l'un l'altro. Questa è l’intera struttura della vita Cristiana. Dio non può essere visto ma si espande in noi se noi ci amiamo l'un l'altro. Come dice S. Giovanni, l’amore conduce alla perfezione.

Questi [...] aspetti dell’amore ci mostrano che l’amore è una scuola. Noi impariamo ad amare amando, e la meditazione è la lezione principale dalla quale possiamo apprendere. Alla luce dell'esperienza della meditazione noi siamo in grado di vedere [...] il grande potere equilibrante dell’amore, che ci crea, che ci accompagna [...] che ci guarisce e ci insegna [...] Non è un amore che abbiamo bisogno di ottenere o guadagnare ma un amore che è con noi costantemente. Attraverso la meditazione, i nostri occhi vengono aperti e possiamo vedere quanto questo potere dell’amore sia presente dal di dentro della nostra instabilità, della nostra caparbietà, della nostra distrazione. Anche nella nostra meditazione più distratta, siamo capaci di sentire sempre più profondamente la presenza della pace. Essa ci insegna ad amare noi stessi, ad amare gli altri e ad amare Dio; la meditazione ci insegna che tutte le relazioni sono realmente gli aspetti di Una relazione.

Medita per trenta minuti. Ricorda: siediti. Resta seduto con la schiena eretta: chiudi gli occhi delicatamente. Resta rilassato ma vigile. In silenzio, interiormente, comincia a pronunciare una sola parola. Noi suggeriamo il mantra 'Maranatha'. Recitalo scandendo le quattro sillabe di eguale lunghezza. Ascoltale mentre le pronunci, gentilmente ma continuamente. Non devi pensare o immaginare nulla di spirituale o altro. I pensieri e le immagini si proporranno ma tu limitati a lasciarli passare. Mantieni la tua attenzione al mantra con fedeltà, umiltà e semplicità, dall'inizio alla fine della tua meditazione.

Dopo la meditazione

Una selezione da Isacco di Ninive, Discorsi ascetici - Ascetic Treatises, citato in THE ROOTS OF CHRISTIAN MYSTICISM, Olivier Clement (London: New City, 1995), p. 242

Chi ha trovato l’amore si nutre di Cristo ogni giorno ed ad ogni ora e diviene con ciò immortale, poiché Gesù ha detto “Chiunque mangerà questo pane non morirà" (Gv 6,58). E’ benedetto colui che mangia il pane d’ amore che è Gesù. Per chiunque si nutre di Cristo, come Giovanni ci testimonia: “Dio è amore” (1Gv 4,8). Chiunque vive nell’amore riceve da Dio il frutto della vita. Egli respira, già in questo mondo, l'aria della resurrezione.