Letture Settimanali
settimana del 13 aprile 2008

Archivio - Preleva questo documento in formato .pdf (Acrobat Reader)

'Fino a quando?'

Un estratto da Laurence Freeman, OSB LUCE INTERIORE, la via della meditazione
(Appunti di Viaggio - Roma, 2000), pag. 48-50

Perchè l’interrogativo, “Fino a quando dovrò meditare?” è così importante, e perché può essere così demoralizzante? In parte perché è una domanda poco chiara. E’, si, una domanda che abbiamo bisogno di porci, ma dopo tutto che cosa significa? Fino a quando dovrà durare che cosa? C’è forse qualcosa che la meditazione vuol far accadere? Qual è il traguardo? Qual è la destinazione?

La meditazione ci condurrà sicuramente a un incontro sempre più profondo con la nostra realtà e così conferirà alla nostra vita una dimensione più stabile di pace, di libertà di spirito e di letizia di cuore. E cominceremo ad avvertire che queste nuove dimensioni si schiudono in noi e nella nostra vita, a partire da direzioni spesso del tutto inattese, in relazioni sconosciute, in momenti imprevisti, in punti non stabiliti. Queste nuove dimensioni spirituali esercitano un sensibile influsso sui nostri rapporti e sul nostro lavoro, sul nostro modo di rispondere alle decisioni e alle sfide di ogni giorno. Succede che tutto un insieme di forze, interconnesse nell’unità del nostro spirito, si sprigiona dal centro del nostro essere e si irradia esteriormente nella nostra vita.

Ma non è neanche questo il traguardo fondamentale. Non è forse questa la domanda che facciamo quando diciamo, “Quando ciò accadrà?”. Tutte queste dimensioni reali e necessarie, tutte queste forze interdipendenti sono segni e simboli di un’unica forza unificata, di un’unica realtà unificata. E’ il potere della realtà dello Spirito di Dio che abita nel nostro cuore, nel più segreto e profondo recesso del nostro spirito, lo Spirito dell’intera creazione che è anche la meta suprema e il senso della nostra vita. “Quanto tempo ci vorrà? Quando ciò accadrà?”

Quando arriveremo a comprendere che dicendo “ciò” di altro non parliamo che di questo Spirito presente nel nostro cuore e che cerchiamo in qualche modo di esprimere, allora affronteremo queste domande in maniera del tutto differente. Perché allora comprenderemo che “ciò” è lo Spirito che è al tempo stesso principio e fine, alfa e omega. E’ il principio e la fine della nostra meditazione, di tutto il viaggio che abbiamo intrapreso dal giorno in cui abbiamo cominciato fino all’ultimo giorno della nostra vita. E’ questo Spirito che da inizio e compimento al nostro essere. Quando arriveremo a comprendere che questa è la risposta, arriveremo a capire i nostri interrogativi. “Fino a quando dovrò meditare?”. Non c’è un quando, perché questo Spirito è eterno e tutto il tempo è in esso contenuto. “Quando ciò accadrà?”. E’ già accaduto. Lo Spirito è già stato inspirato nei nostri cuori.

Medita per trenta minuti. Ricorda: siediti. Resta seduto con la schiena eretta: chiudi gli occhi delicatamente. Resta rilassato ma vigile. In silenzio, interiormente, comincia a pronunciare una sola parola. Noi suggeriamo il mantra 'Maranatha'. Recitalo scandendo le quattro sillabe di eguale lunghezza. Ascoltale mentre le pronunci, gentilmente ma continuamente. Non devi pensare o immaginare nulla di spirituale o altro. I pensieri e le immagini si proporranno ma tu limitati a lasciarli passare. Mantieni la tua attenzione al mantra con fedeltà, umiltà e semplicità, dall'inizio alla fine della tua meditazione.

Dopo la meditazione

Una selezione da “The Essential Rumi”, tradotto da Coleman Barks
(Edison, NJ, Castle Books, 1997), pag. 188-189

L’ESITAZIONE DELLA REGINA DI SABA

Amanti del Signore, a volte una porta si apre,
e un essere umano diventa veicolo
perché la grazia si manifesti.

Vedo diverse piante nell’orto,
ognuna con la sua aiuola, aglio, capperi, zafferano,
e basilico, ciascuna viene innaffiata in modo diverso perché arrivi a maturare.

Manteniamo quelle delicate separate dalla rapa,
ma c’è spazio per tutte in questo mondo invisibile, così vasto
che il deserto arabico vi si perde come un singolo capello

nell’oceano. Immagina di essere la regina di Saba
che cerca di decidere se andare da Salomone!
Sei lì che contratti sul prezzo

per far ferrare l’asino, quando potresti stare seduto
con chi è sempre in unione con Dio,
con chi porta un bell’orto dentro di sé.

Potresti muoverti in un circuito senz’ala,
essere nutrito senza mangiare, regnare senza trono.
Non più soggetto alla fortuna…

se ti sollevassi dal sonno, lasciassi
le trattative da mercato, e imparassi che
la tua ricchezza è la tua essenza.