Letture
Settimanali Archivio - Preleva questo documento in formato .pdf (Acrobat Reader) 'La meditazione' Un estratto da Laurence Freeman OSB, GESU' IL MAESTRO INTERIORE (Ed. Dehoniane, Bologna - 2004), p. 263-264
Ciò non significa che possiamo fare il vuoto nella nostra mente e allontanare tutti i pensieri a piacimento. Nella meditazione noi rimaniamo distratti e tuttavia liberi dalla distrazione. Questo avviene perché - anche se all'inizio in minima parte - siamo liberi di scegliere dove concentrare la nostra attenzione. A poco a poco, la disciplina della pratica quotidiana rafforza questa libertà. Sarebbe puerile pensare che questo scopo si possa raggiungere pienamente in breve tempo. Rimarremo distratti a lungo. Ci abitueremo presto alle distrazioni, considerandole compagni di viaggio nel cammino della meditazione. Esse, però, non devono avere il sopravvento. Se decidiamo di ripetere il mantra fedelmente e di ritornarvi con tenacia ogni volta che ci capita di distrarci, esercitiamo la volontà di "fare attenzione". Non è una scelta nel senso in cui scegliamo la marca particolare di un prodotto dallo scaffale di un supermercato. E' la scelta di impegnarsi. Il cammino del mantra è un atto di fede, non un movimento del potere dell’ego. All'interno di ogni atto di fede c’è una dichiarazione d’amore. La fede prepara il terreno affinchè il seme del mantra germogli nell'amore. Noi non creiamo da soli il miracolo della vita e della crescita, ma siamo responsabili del suo sviluppo. Per raggiungere la pace della mente e del cuore – il silenzio, la quiete e la semplicità – non si richiede la volontà di un professionista di alto livello, ma l’attenzione incondizionata e sostenuta e la fedeltà di un discepolo. Medita per trenta minuti. Ricorda: siediti. Resta seduto con la schiena eretta: chiudi gli occhi delicatamente. Resta rilassato ma vigile. In silenzio, interiormente, comincia a pronunciare una sola parola. Noi suggeriamo il mantra 'Maranatha'. Recitalo scandendo le quattro sillabe di eguale lunghezza. Ascoltale mentre le pronunci, gentilmente ma continuamente. Non devi pensare o immaginare nulla di spirituale o altro. I pensieri e le immagini si proporranno ma tu limitati a lasciarli passare. Mantieni la tua attenzione al mantra con fedeltà, umiltà e semplicità, dall'inizio alla fine della tua meditazione. Dopo la meditazione Una selezione da Mary Oliver “Five A.M. in the Pinewoods,” - NEW AND SELECTED POEMS (Boston: Beacon, 1992), p. 83-84 Avevo visto le loro impronte ai piedi dei pini, mi alzai nel buio e andai lì. Essi scesero Si avvicinarono timorosamente Questa non è una poesia ma un sogno, Questa è una poesia sul mondo che ci appartiene, Infine, uno di loro – lo giuro! – Ma l’altro spinse con forza il suo zoccolo tra Quando mi svegliai, ero solo, è così che tu nuoti dentro di te, |