Letture Settimanali
settimana del 11 marzo 2007

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'Lo Spirito'

Un estratto da Laurence Freeman OSB,“Lo Spirito”, GESU' IL MAESTRO INTERIORE (2004, EDB), pag. 229-230

La gioia di realizzare la verità è la beatitudine dello Spirito, che cancella la vergogna di ogni fallimento precedente. Se siamo consapevoli che questo Spirito di verità è con noi come un amico, potremo sopportare meglio negli altri e in noi stessi ciò che non ha raggiunto ancora la pienezza dell'essere. [...] La verità non mette al bando i nemici, anzi li abbraccia. Si rende manifesta dopo avere distillato al massimo l'esperienza. Non è un oggetto o una risposta che si debba guardare e conservare. [E] quando non c'è un ego attraverso cui fare passare la verità, la comunicazione si dilata nella comunione.

Lo Spirito è la mancanza di ego, l'illimitato vuoto di Dio. Perciò riempie ogni cosa con il suo vuoto e contiene "tutta la verità". Soltanto il vuoto può contenere tutto. Gesù, quindi, tornando a noi nello Spirito ci verità come amico e maestro,può essere tanto Dio quanto uomo, storico e cosmico, personale e universale. Egli è onda e particella, si identifica pienamente, è in grado di essere il proprio sé individuale e unico, e di essere indivisibile da tutto. Questo dà un significato alla sua morte, a ogni morte e la rende necessaria.

Nel Vangelo di Giovanni la risurrezione e l'invio dello Spirito sono visti come un unico avvenimento. La sera del giorno di Pasqua Gesù venne e stette fra i suoi discepoli mentre essi, chiusi in una stanza, si stringevano l'uno all'altro spaventati. La prima parola che rivolse loro fu shalom. La ricca parola ebrea che significa pace invocava la benedizione dell'armonia fra tutti gli esseri. Shalom sgorga direttamente dall'armonia divina che è lo Spirito. Chi lo riceve entra a far parte di quella pace che trascende ogni comprensione.

Gesù alitò su di loro, dicendo: "Ricevete lo Spirito Santo". Il suo respiro, che portava le sue parole nelle loro menti e nei loro cuori in ascolto, è un mezzo dello Spirito. Poi conferì loro il potere di perdonare i peccati. Questo potere di perdonare [...] è un carisma dello Spirito, poiché il perdono allontana il maggiore di tutti gli ostacoli alla comunicazione. Il perdono risana le ferite, confessa la verità che ci fa liberi, consola il dolore, calma la collera, dissolve il risentimento, ottiene la riconciliazione dei nemici. Chiunque conosce la verità ha il potere di perdonare. [...]

Apprendiamo a conoscere cosa sia lo Spirito attraverso il suo effetto su noi stessi: è un amico che non ha preferenze e che libera il potere di amare, di perdonare all'infinito. Anche se è escluso alla nostra vista, noi lo possiamo riconoscere dalle tracce del suo passaggio silenzioso, che ci guida, che è pronto a risanare e a consolare, durante tutto il corso della nostra vita.

Medita per trenta minuti. Ricorda: siediti. Resta seduto con la schiena eretta: chiudi gli occhi delicatamente. Resta rilassato ma vigile. In silenzio, interiormente, comincia a pronunciare una sola parola. Noi suggeriamo il mantra 'Maranatha'. Recitalo scandendo le quattro sillabe di eguale lunghezza. Ascoltale mentre le pronunci, gentilmente ma continuamente. Non devi pensare o immaginare nulla di spirituale o altro. I pensieri e le immagini si proporranno ma tu limitati a lasciarli passare. Mantieni la tua attenzione al mantra con fedeltà, umiltà e semplicità, dall'inizio alla fine della tua meditazione.

Dopo la meditazione

Una selezione da Ildegarda di Bingen, “Antifona per lo Spirito Santo,” in WOMEN MYSTICS, ed. Carol Lee Flinders (New York: HarperCollins, 1995), p. 17

Lo Spirito di Dio
é una vita che dà vita,
Radice dell’albero del mondo
E vento nei suoi rami.
Cancellando i peccati,
esso cosparge le ferite di olio
Esso è vita scintillante
che tira a sé le lodi
è risveglio
è resurrezione.