Letture
Settimanali Archivio - Preleva questo documento in formato .pdf (Acrobat Reader) 'Carissimi Amici' Un estratto da Laurence Freeman OSB, Christian Meditation Newsletter
Cosa significa “universale”? Gesù lo ha definito come la natura dell’amore divino che si offre imparzialmente a tutto ciò che è. Come il sole, esso risplende sul buono e sul cattivo. Dio,cioè, va oltre la moralità umana. Dio non lotta al mio fianco contro gli altri. Come la pioggia, l’amore divino cade sull’innocente e sul debole. Ciò significa che la giustizia di Dio va oltre ogni tentativo umano di essere giusti. Un stesso amore unisce il persecutore e la vittima. Dobbiamo prima sperimentare questa universalità, così come essa ci viene addosso. Essa riduce l’ego. Essa ci semplifica. Ci innalza al di sopra della complessità delle nostre vite mentre inonda la nostra intera esistenza partendo dal nostro punto più profondo. Solo allora saremo veramente coscienti. Poi, la doppia avventura umana della scoperta e della celebrazione ha inizio. Scopriamo che lo stesso amore è ovunque e abbraccia tutti, anche coloro che ancora non siamo in grado di amare. Ma infine riusciamo a vedere che anche loro possono essere amati. Celebriamo. Gioiamo nella bellezza inebriante che solo gli occhi di colui che ama può vedere. Allora noi avremo fatto veramente pace con noi stessi e con il mondo. La pace non viene raggiunta sradicando e distruggendo il male. Quando prendiamo coscienza dei nostri vizi – rabbia, orgoglio, cupidigia, lussuria – il tentativo di distruggerli degenera facilmente in auto-ostilità. Dopo tutto, se non possiamo amare noi stessi, perché disturbarci ad amare gli altri? Invece di distruggere i nostri difetti, sarebbe meglio costruire pazientemente delle virtù – un lavoro più lento e difficile ma certamente molto più efficace. Ed evitando i pericoli dell’ipocrisia religiosa e del moralismo creiamo una personalità attiva più gradevole. Nascosti nei nostri difetti – la capacità di fare del male - ci sono anche i semi di molte virtù. Anche Il terrorista può aver avuto dentro di sé il seme della giustizia prima che la rabbia e la delusione prendessero il sopravvento. Quando facciamo la guerra a noi stessi (i più grandi fanatici religiosi sono pronti a ogni tipo di rinuncia) rischiamo un enorme danno collaterale: la distruzione dei nostri semi di virtù. Ogni tipo di violenza è un crimine contro l’umanità perché essa priva il mondo di bontà sconosciute. Il primo passo per coltivare le virtù che potrebbero eventualmente sovrastare i vizi, è quello di stabilire la virtù della preghiera profonda e regolare. Attraverso questo ritmo silenzioso di preghiera, la saggezza penetra lentamente nelle nostre menti e nel nostro mondo. La saggezza è il potere universale che estrae il bene dal male. Si legge nel libro della Sapienza: “L'abbondanza dei saggi è la salvezza del mondo” (Sap 6,24). Il saggio conosce la differenza tra conoscenza di sé e auto-fissazione, tra distacco e durezza di cuore, tra punizione e crudeltà. Non esistono regole per la saggezza. Le regole non sono mai universali. Ma la virtù lo é. Medita per trenta minuti. Ricorda: siediti. Resta seduto con la schiena eretta: chiudi gli occhi delicatamente. Resta rilassato ma vigile. In silenzio, interiormente, comincia a pronunciare una sola parola. Noi suggeriamo il mantra 'Maranatha'. Recitalo scandendo le quattro sillabe di eguale lunghezza. Ascoltale mentre le pronunci, gentilmente ma continuamente. Non devi pensare o immaginare nulla di spirituale o altro. I pensieri e le immagini si proporranno ma tu limitati a lasciarli passare. Mantieni la tua attenzione al mantra con fedeltà, umiltà e semplicità, dall'inizio alla fine della tua meditazione. Dopo la meditazione Una selezione dal ‘Libro della Sapienza’ (Sap 7, 21-29) Tutto
ciò che è nascosto e ciò che è palese io lo
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